Lino Pettazzi

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Sindaco di fubine monferrato

Lino Pettazzi

“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti” 

Partendo da questa frase celebre di Cesare Pavese, nel 2004 iniziai ad amministrare questo splendido Comune e soprattutto negli ultimi anni questa filosofia è stata sviluppata più ad ampio raggio, coinvolgendo altre realtà, facendo rete e unendo le forze, con un unico obbiettivo, fare grande il nostro Monferrato! Oggi più che mai vi è la consapevolezza delle grandi potenzialità che ancora si possono sviluppare in un territorio che è ricco di storia, di tradizioni, di cultura, di paesaggi invidiabili, e di questo si accorsero anche i funzionari Unesco che nel 2014 decisero di riconoscerlo Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Per questo, in occasione del decennale, vogliamo intraprendere un nuovo progetto, “Fubine porta di cultura”, idea nata in collaborazione con la grande Direttrice Artistica Patrizia Campassi e con l’obbiettivo di evolvere e unire il mondo della danza ed i suoi artisti internazionali al nostro territorio, coinvolgendo le più importanti realtà locali quali enti, aziende ed associazioni riscoprendo e valorizzando luoghi e siti ad oggi sconosciuti. Sono onorato di ospitare in Monferrato il “Premio DanzArenzano Arte”, ma vogliamo rafforzare l’evento istituendo il primo “Premio Monferrato DanzArte” coinvolgendo soprattutto le nuove generazioni ed anche i più importanti artisti del panorama internazionale ad approfondire la conoscenza del nostro territorio attraverso le loro esibizioni. Insomma, il Monferrato avrà un nuovo protagonista desideroso di aumentarne il prestigio e la popolarità anche attraverso l’arte e la cultura che saranno la base di un progetto ampio, di grande respiro ed aperto a tutti. Grazie ad un lavoro mirato , all’investimento di risorse umane ed economiche, ed anche alla lungimiranza , oggi Fubine Monferrato  vanta presenze turistiche quotidiane , e grazie a questo nuovo progetto “Fubine Porta di Cultura” sono sicuro che questo territorio aumenterà la propria attrattività attraverso nuove emozioni.

Lino Pettazzi

sindaco

porta di cultura

Fubine Monferrato

Fubine Monferrato

è un paese di circa 1600 abitanti, adagiato sulle prime colline del Monferrato casalese, di cui può essere considerato a pieno titolo la “porta”. La storia di Fubine è lunga e stratificata, perché attraversa tutte le stagioni del Monferrato fino ai giorni nostri. Fin dagli antichi romani sul suo territorio erano presenti insediamenti umani di gente; la prima attestazione ufficiale dell’esistenza di Fubine è contenuta in un diploma del 26 gennaio 1041, con cui l’imperatore Enrico III di Franconia assegna a Pietro II, vescovo-conte di Asti, il possesso del luogo e di altri castelli. Lo stemma di Fubine è una fibbia, dall’oggetto che alcune botteghe producevano per i soldati romani. Le nostre radici sono raccontate dagli infernot, gli straordinari cunicoli sotterranee scavate nella marna, rocce sedimentarie che si formano per “compattazione” e “cementazione” di originari sedimenti quali sabbie, argille, fanghi calcarei che contenevano resti di organismi animali (marini e terresti) e vegetali (foglie, frustoli, etc).In alcuni infernot sono ancora ben riconoscibili, per una variazione della tipologia, del colore e/o della dimensione dei granuli, gli strati sedimentati in ambiente marino, talora ondulati per effetto del moto ondoso, in altri sono riconoscibili fossili vegetali e marini. La scarsa cementazione della formazione delle Sabbie di Asti su cui si è sviluppato l’abitato di Fubine rende le rocce più facilmente scavabili e lavorabili rispetto alle rocce delle Formazioni di Cardona e della Pietra da Cantoni. Questo spiega perché Fubine sia il paese con il maggior numero di infernot e perché solo a Fubine siano presenti infernot con complessi e talora stupefacenti bassorilievi oppure con eleganti geometrie di nicchie per l’alloggiamento delle bottiglie di vino. 

L’esistenza di una “Fubine sotterranea” affascina tutti, autoctoni e visitatori. Le cavità degli infernot, da un antico vocabolo franco provenzale che identifica la stanza più remota delle prigioni, costituiscono le appendici delle cantine nella parte più antica del paese, anche se non mancano esempi nelle aree di più recente urbanizzazione. Queste gallerie dilagano, si inoltrano nelle profondità della terra, si allungano sotto i cortili e sotto le strade, esitano in talvolta comode stanze dove si potevano anche trascorrere in allegria momenti conviviali. Il censimento fubinese, che ne ha individuati 55 (ma il numero è destinato ad aumentare) racconta di due tipi di infernot: quelli più antichi, sviluppatisi in epoca sei-settecentesca, come vie di fuga dalle ricche dimore del centro storico, e quelli otto-novecenteschi, di fiera derivazione contadina, frutto dell’ingegno dei coltivatori che, nei mesi freddi, a riposo dal lavoro dei campi, scavavano la roccia per creare ripiani e nicchie per la conservazione del vino, dei frutti della terra, delle vivande, sfruttando l’eccezionale stabilità di temperatura all’interno di questi ambienti (tra i 10° e i 14°).

L’eccezionalità di queste architetture risiede proprio in questa spontaneità, nell’improvvisazione di quegli inconsapevoli progettisti che, nel realizzare ambienti con una precisa finalità, ci hanno lasciato delle vere e proprie opere d’arte, oggi ammirate, visitate e insignite del prestigioso riconoscimento di patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO. Solo in un territorio in cui il vino è identità e cultura si possono trovare questi tesori nascosti, riconosciuti come patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco nel 2014. Proprio per questo possiamo definirli capolavori “glocal”, per il loro essere profondamente radicati nella cultura e nella storia del territorio ed allo stesso tempo aperti al mondo. Per una volta, anziché alzare gli occhi, li abbiamo abbassati, li abbiamo diretti al ventre della nostra terra, riportando alla luce tesori che rappresentano un unicum di cultura locale, paesaggio e arte. Tesori di grande ed attuale versatilità: sono scenari di visite guidate, degustazioni di vini e prodotti tipici, spettacoli musicali e teatrali, cerimonie. Gli infernot non smetteranno mai di stupire, nella loro perfetta imperfezione, nella loro progettata improvvisazione.

 
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